Sotto Windows, accedere al prompt dei comandi.
Per Windows Vista e superiori, ricordarsi di lanciare il prompt con privilegi di amministratore (cliccare col pulsante destro del mouse sull'icona del Prompt dei comandi e selezionare Esegui come amministratore).
A questo punto identifichiamo la lettera che contraddistingue il supporto da recuperare (da Risorse del computer), qui supponiamo di dover rispristinare il disco esterno E.
Digitiamo
chkdsk /f /r E:La procedura di verifica e correzione automatica degli errori, nonché del tentativo di recupero dei dati danneggiati sarà avviata.
Non resta che attendere.
Di solito (non sono a conoscenza di casi differenti) al termine delle operazioni richieste il supporto non risulterà più danneggiato e sarà pronto per l'uso.
Se si desidera prevenire possibili problemi è anche possibile effettuare controlli periodici a scopo precauzionale: il comando funziona anche con dischi e dispositivi che non sono ancora stati riconosciuti come danneggiati dal sistema operativo.
CONSIGLIO: evitare l'operazione di correzione suggerita dai sistemi Windows subito dopo il collegamento del dispositivo al PC. Di solito non funziona perché l'operazione avviata dal sistema operativo corrisponde al comando sopracitato senza l'opzione /r e che invece permette di correggere proprio gli errori più gravi (probabilmente quelli che hanno provocato il malfunzionamento che stiamo cercando di risolvere).
ATTENZIONE: l'operazione può richiedere diverse ore per essere completata, soprattutto in caso di disco esterno da diversi gigabyte, per questo è forse consigliabile, se possibile, realizzare il recupero durante la notte (non richiede interazione da parte dell'utente). A titolo esemplificativo, una volta per rispristinare un disco da 500 GB il mio computer più recente ha impiegato circa 7 ore.
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